La Sezione Aurea

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12 04, 2017

Nostos /2

Di |2017-04-18T22:39:33+02:00Aprile 12th, 2017|Garuda, La Sezione Aurea, Repubblica Ceca|0 Commenti

Questo ritorno nella mia città natale continua ad essere molto strano. Non ho incontrato nessuno, eccezion fatta per Valerio ed Alessio - entrambi legati dalla passione per le moto - e Davide e Michele, i fratelli che hanno in cura Garuda. Fanno eccezione Moneti e le Cane, con le quali però ho mantenuto un atteggiamento (nei limiti) più distaccato del solito. Scegliendo la moto invece della macchina ho intrapreso un percorso più egoistico, e ho optato per un mezzo a due ruote per massimo due umani, invece che una Multipla, adatta portare sei forme di vita varie. Questa ricerca della solitudine estrema continua a farmi riflettere. Mi danno da pensare le modalità con cui sono arrivato fino a questo punto: un misto di illuminazione, sbroccata, disperazione, incertezza, desiderio di rottura da un perverso circuito fatto di turni, stordimento, onanismo e ricerca cieca. Sta di fatto che oggi è martedì. Garuda è sul tavolo operatorio. L'avantreno è a terra. Le [...]

20 09, 2016

Patrie Elettive

Di |2016-11-01T20:16:18+02:00Settembre 20th, 2016|La Sezione Aurea, Senza categoria|0 Commenti

Com’è noto ai cinque lettori affezionati della mia stitica produzione letteraria e saggistica, la mia natura anfibia ha sempre fatto sì che io non mi fossi mai sentito pienamente a casa mia in nessun posto. Un indiano a Roma, un italiano in India, un Italo-Indiano in Repubblica Ceca, un romano a Corchiano. Corchiano? Nell`estate del 1978, l`intera famiglia Mishra fu tradotta da mia madre su una Ford Capri in uno sconosciuto paese in provincia di Viterbo. Mio padre ignorava completamente le manovre che avevano portato la moglie ad acquistare, per la cifra di un milione e mezzo di lire, una piccionaia in un borgo di tufo. Quali fossero stati i giri che ci portarono lì, nessuno lo sa di preciso. Ci sono molte zone di chiaroscuro nelle memorie della mia famiglia, aiutano a dare una specie di profondità magica ai ricordi. Di certo c`entrava un cugino, perso di vista, che viveva a Civita Castellana, noto soprattutto per essere stato autore dei murales fuori dall`istituto d`arte di [...]

20 09, 2016

Notti

Di |2016-11-01T20:16:18+02:00Settembre 20th, 2016|La Sezione Aurea|0 Commenti

La seconda notte insonne. Per colpa tua. L’altro ieri ho sofferto pensieri di morte. Ieri hai voluto dividere la tua agonia con me. Il tuo ronzare disperato, le schicchere sul vetro. Ho provato a metterti fuori dalla finestra, ma tu – testarda – hai voluto rientrare, due volte. Ti ho accettata, ho sofferto con te, mi hai levato il sonno, e oggi stai per terra. Morta. Avrei potuto ucciderti io, e accorciare la tua agonia. Ma ho lasciato che il destino facesse il suo corso. Addìo, mosca mora. Insegna agli angeli a rompere il cazzo ai coinquilini.

4 04, 2016

Progetti complicati

Di |2016-11-01T20:16:18+02:00Aprile 4th, 2016|india, La Sezione Aurea|0 Commenti

Ho cominciato a scrivere L'India da Gandhi a Gandhi 2 da un po'. Come al solito, in maniera discontinua e pigra. In principio, l'idea era quella di un testo divulgativo sull'India contemporanea, sulla falsariga del lavoro di mio padre del 1977. Mi sono buttato a capofitto nella sua stesura grazie ad una fortunata convergenza di coincidenze. In primis, il cambiamento di assetto economico e politico dell'India conseguente all'internazionalizzazione della sua economia negli anni novanta, con una classe media per la prima volta realmente massa critica, e la conseguente ascesa delle destre, frutto della decomposizione della visione Congressista e della nuova visione privatistica e predatoria del capitalismo post-neocon . Poi l'esplosione della questione diasporica, grandissimo volano di sviluppo, ma anche specchio di un modello sociale non privo di punti critici, con la moltiplicazione di énclaves chiuse all'interno di comunità ospitanti e la (ri)nascita di movimenti politici, più o meno in tutto il mondo, che sfruttano questa situazione di "pressione etnica". Il tutto [...]

9 03, 2016

Nana Vasconcelos (9-3-2016)

Di |2016-11-01T20:16:18+02:00Marzo 9th, 2016|La Sezione Aurea, musica|1 Commento

Nana Vasconcelos - In memoriam. Il mondo dei percussionisti è trasversale. Dentro vi confluiscono molte anime, tutte fondamentali allo sviluppo del linguaggio dello strumento. Alcune hanno una matrice etnica: il tamburo è strumento ancestrale, e in quanto tale ad esso si stringono alcuni caratteri identitari. E così c'è una via africana, una indiana, una latina, una euroasiatica e così via. Personalmente credo che si tratti del rapporto che ogni cultura ha con la divisione ritmica (con l'uno, per intenderci), ma tant'è. Poi ci sono gli agonisti: professionisti che studiano e si perfezionano, spaziando tra generi e dialetti, tra pelli e bacchette, tra cornici e clessidre, meravigliando platee con i loro virtuosismi. Infine - e qui arrivo io - i fricchettoni: quelli che si sentono a proprio agio solo quando menano su una pelle, quando si sciolgono nel fluire nel tempo musicale, innervandolo di suono e sudore. Nana Vasconcelos, che oggi ha lasciato questa valle di lacrime, era il re dei fricchettoni. [...]

20 02, 2016

L’amarezza del secondo

Di |2016-11-01T20:16:19+02:00Febbraio 20th, 2016|il sangue di trilussa, La Sezione Aurea|0 Commenti

Fa freddo, nevica, e l'autore si sente straniato da un ambiente che passa dall'essere amicale e nuovo a distante e algido. In tutta una vita da espatriato in casa, l'autore ha esperito varie forme di razzismo, ma mai di marginalizzazione. L'autore accoglie questa novità come un segno dei tempi, e aspetta il momento di dimostrare quanto egli valga. L'autore sghignazza sotto i baffi quando sente impiegati con nozioni linguistiche reduci dalle elementari, elargire perle di grammatica estemporanea a stranieri curiosi e desiderosi di imparare i rudimenti (difficili) della lingua italiana. Aspetta, l'autore, il suo momento, in cui potrà rompere il bozzolo da cui potrà uscire, magari rimpiangendo la propria ex condizione di crisalide, mentre dispiega le nuove ali colorate. L'autore sghignazza, ma allo stesso tempo si sente defraudato di quelle che sono le sue migliori capacità. L'autore soffre, in realtà, della sua cronaca mancanza di centratura, che - oggi più che mai - lo rende straniero. Stavolta, nemmeno a casa sua.