Ieri – come potete leggere più sotto – ho installato l’iOs6 sul mio iPad (ultima generazione con retina display, no 3g, wi-fi, 16 giga). Dopo qualche complicazione già documentata e la splendida prestazione della mia Lazietta al White Hart Lane, mi sono messo a navigare tra le nuove features del sistema operativo. Per fare ciò ho cercato qualche recensione on-line, trovandone una su iPhoneItalia.com. Dopo le difficoltà di installazione, posso dire che il mio rapporto col  nuovo OS sia partito col piede sbagliato. Ma niente mi poteva far girare più le palle di quella recensione viscida, compiacente e pubblicitaria.
Mi spiego meglio. L’ultima release prometteva una rivoluzione dovuta alla nota lite tra Google e Apple a causa di Android. Senza entrare nel merito, gran parte delle aspettative dell’utenza Apple (viziata, viziatissima!)  andava alle nuove mappe, frutto di una join venture tra la società di Cupertino, TomTom e altre importanti società cartografiche. Dato il nome di Apple, legato indissolubilmente alla qualità e all’attenzione dei suoi prodotti, tutti noi (anch’io sono melomane in più di un senso) ci aspettavamo la solita applicazione mozzafiato. Col cazzo. Le nuove mappe fanno schifo. Hanno l’utilità di Google Earth, sono state rivoluzionate le modalità di navigazione, quindi ci vuole un po’ per abituarsi (in barba alle statistiche di velocità di adattamento ai nuovi software da parte dell’utenza generalista, fiore all’occhiello dell’azienda di Cupertino); se cerco casa di mia Madre, a via Nicotera, me ne appaiono cinquemila, in diversi paesi d’Italia, e non ordinati (né ordinabili) secondo criterio di prossimità. La funzione di ricerca di un luogo è stata unito con quella di navigazione, rendendo così molto strano il cercare un luogo, calcolando che viene chiesto sempre un punto di partenza. Le uniche cose innovative sono la segnalazione dei dislivelli, che però è molto approssimativa, e la visione aerea, suggestiva ma molto lenta e di dubbia utilità; molto meglio la Street View dell’applicazione precedente. Per non parlare degli agglomerati urbani non di primissimo piano, che in modalità 3D appaiono come dei render di uno studio di architettura, senza nessun apparente legame con le foto satellitari. Per usare la funzione di navigazione bisogna avere una connessione Internet, per cui conviene ancora usare SW dedicati come Navigon o TomTom, molto più precisi. Insomma, le mappe sono una merda. Jobs non avrebbe mai permesso una release di questo genere, piuttosto rimandava l’uscita, oppure faceva pace con Google.
Con il rinnovato Apple Store, poi, va ancora peggio. Non riesco a capire quando chiede la password e quando no. Nell’aggiornamento no, in teoria nemmeno con i downloads gratuiti, ma una volta me l’ha chiesta (per un giochino sui Simpson per iPad, gratuito). Boh.
Ho fatto l’errore di aggiornare alle nuove funzionalità Garage Band e iMovie. Meno male che non mi servivano nell’immediato. Due giorni per un download, che poi chissà quando è stato fatto. A un certo punto, c’erano tutte e due le app. Questo è uno screzio monumentale all’esperienza utente: Apple da’ l’impressione che poco gliene importi, e questo è un errore che pagheranno, perché è un tradimento alla Mission primaria aziendale, che poi è stata la chiave del loro successo. Buone invece le implementazioni di Mail; l’escamotage del VIP, cioè di una lista aggiornabile degli indirizzi da tenere in forte considerazione è utile, comoda e intuitiva; finalmente si possono allegare documenti con un tap prolungato sul corpo del messaggio! Bene anche il nuovo Safari, anche se ormai uso Chrome da tempo (e di questo Apple dovrebbe preoccuparsi). Youtube manca, e per ora è stata rilasciato solo la versione per iPhone; l’iPad deve aspettare: tocca andare sul sito. Non illudetevi sulle mappe di Google, perché loro vorrebbero rilasciarne una versione per iOs6, ma Apple non ne permetterà mai la distribuzione nell’App Store. Sarebbe come ammettere di aver fatto una cazzata. L’Interfaccia dell’applicazione musicale è stata cambiata, con delle bocchinate tipo metallo finto che a me sembrano inutili e avide di risorse. Il Photo Streaming è stato upgradato con delle funzioni di condivisione delle quali mi sono rotto i coglioni dopo tre minuti: impostazioni cervellotiche in pieno stile Redmond. E’ migliorata invece l’interazione sociale, ora si può passare per Facebook senza dover andare da Twitter, e per condividere una foto ci vuole meno di un secondo. Chiaro, sono tutti contenuti 2.0 gratis!!. La gestione della privacy, di conseguenza, è davvero inquietante. Comincio ad aver paura di usare il dispositivo per fare foto o registrare qualsiasi cosa, perché tutto quello che faccio sfugge completamente al mio controllo. Dazio da pagare per la società digitale, o pura miopia e scarsa forza nel contrastare le grandi società che ci rubano pure l’intimità? Un po’ tutto, ovviamente. Quello che è pazzesco è vedere il mio iPad aggiornarsi col mio Profilo, senza che io lo abbia mai attaccato al Mac. Se siete dei fanatici del Jailbreak, sappiate che sui processori successivi all’A4 non sono stati ancora trovate le falle per il JB unthethered. Se siete dei maniaci, quindi, accantonate l’idea dell’aggiornamento, almeno per ora.
Oggi mi sto cominciando ad abituare. Devo ancora fare un po’ di prove, specie con la suite di iLife, ma la stabilità generale non mi pare compromessa, così come la velocità. La grafica è migliorata, ma andava benissimo anche prima. Insomma, a parte qualcosa che era necessaria da tempo (vedi gli allegati di posta), niente di rivoluzionario. AH, a proposito: se siete clienti Sky, NON AGGIORNATE FINCHE’ NON VERRA’ RILASCIATO IL NUOVO SW! Quello attuale non gira su iOs6!
Steve, Risorgi!!!